The Verdict
Mettiamo via i conti: hai speso circa dieci milioni di dollari e te ne sei andato con oltre ottanta nel mondo, il che ti ha reso il maggior incasso di A24 dell'epoca. Per un esordio. Voglio essere infastidito da quanto sia pulita la cosa, e non ci riesco, perché il terrore che hai costruito se lo guadagna davvero. Questa non è una casa stregata, è una stirpe stregata, e tu fai contare la differenza.
Poi c'è lo shock a metà film. Sai qual è. Hai fatto sedere il pubblico, gli hai fatto importare di una famiglia, e poi hai fatto detonare l'intera fondazione emotiva in un singolo stacco silenzioso. La gente sussulta ancora a raccontarlo. Quello non è uno spavento improvviso, è una decisione strutturale, ed è la sterzata più cattiva e più efficace dell'horror moderno.
E sotto le campane del culto e la lingua che schiocca, hai contrabbandato un vero film su dolore, eredità e su come le famiglie tramandino il loro peggior cablaggio che tu lo voglia o no. Ecco perché lo snobbo di Toni Collette è diventato un grido di battaglia invece di una nota a piè di pagina. Lei interpreta il trauma, non lo urla.
What it nails
- ▲Toni Collette che consegna un'interpretazione così cruda che l'Academy ha distolto lo sguardo per pura codardia.
- ▲Un pugno nello stomaco a metà film che ridirige l'intera storia e non lascia mai più il pubblico sentirsi al sicuro.
- ▲Un terrore di culto a lenta combustione che premia la pazienza invece di corromperla con spaventi economici.
- ▲Una scenografia dove i modellini, la casa e la famiglia si sfumano finché non capisci più chi sta costruendo chi.
What it botches
- ▼L'atto finale baratta l'ambiguità strisciante per il pieno letteralismo occulto, e alcuni spettatori sentono l'incantesimo rompersi proprio lì.
- ▼Richiede così tanta pazienza anticipata che gli impazienti mollano prima che il pagamento atterri.
- ▼Il padre di Gabriel Byrne è più un ammortizzatore del dolore che un personaggio, scritto per essere spianato.
- ▼La cupezza è pura, quindi non c'è zero valvola di sfogo. Devastante per progetto, estenuante per effetto collaterale.
Who it's for
Spettatori che vogliono un horror che faccia male emotivamente prima di spaventarti, e che si siederanno volentieri nel terrore per un'ora per guadagnarsi la detonazione.
Who should skip
Chiunque abbia bisogno di un sopravvissuto simpatico, di un finale speranzoso o di uno spavento ogni dieci minuti troverà questo una bella ripresa ma una prova di resistenza.
The whole story lives on the hub
