Gothic Remake
Developed by Alkimia Interactive · THQ Nordic
Action RPG · PC, PS5, Xbox Series X|S · 2026-06-05
“Una colonia penale di 25 anni fa ricostruita mattone su mattone, bug compresi, perché a quanto pare Alkimia ha registrato il jank come patrimonio culturale.”

Nel 2001 Piranha Bytes pubblicò Gothic, un RPG tedesco su un detenuto senza nome gettato in una colonia penale magica, e divenne leggenda proprio perché era ostile. I controlli ti combattevano, gli NPC ti ignoravano o ti lasciavano privo di sensi, e lo amavi lo stesso perché quel mondo sembrava vivo come Bethesda non è ancora riuscita a fare. 25 anni dopo, Alkimia Interactive ci consegna il remake, pubblicato da THQ Nordic, l'azienda che colleziona licenze di RPG europei come un drago colleziona oro. La proposta era semplice: stessa colonia, stessa miseria, motore moderno. E va detto, hanno in gran parte mantenuto la promessa. La Valle delle Miniere ora è splendida, ogni barone del minerale e ogni guru della palude esattamente dove li ricordi, pronti a umiliarti di nuovo.
L'atmosfera è la vittoria più grande. L'Unreal Engine 5 trasforma la colonia penale in qualcosa di davvero opprimente, tra barriere magiche arrugginite e falò dove i detenuti borbottano di minerale e meatbug. La struttura delle fazioni è sopravvissuta intatta: Campo Vecchio, Campo Nuovo, Campo della Palude, scegli il tuo veleno e guadagnati il posto, perché nessuno rispetta il nuovo arrivato e il gioco ti fa sentire ogni gradino di quella scala. Il combattimento è stato ripensato come qualcosa di volutamente pesante e leggibile, più vicino a una danza di stamina che al braccio di ferro con la tastiera dell'originale. Le quest si fidano ancora del fatto che tu legga, ascolti e ti perda. È un remake che capisce perché la gente amava l'originale, invece di levigarlo fino a farne l'ennesima checklist open world.
Ma ecco la parte cinica: anche il jank è sopravvissuto, e non tutto sembra voluto. L'IA degli NPC perde il filo a metà combattimento, il pathfinding manda gli scavenger a fare il moonwalk contro le rocce, e le prestazioni su console arrancano proprio quando lo scontro si fa interessante. Alkimia vi dirà che quell'attrito è eredità, e a volte lo è. A volte è solo un bug travestito da patrimonio, e dopo 25 anni e diversi rinvii ti aspetteresti che qualcuno sappia distinguere. Eppure il lato positivo è reale: questo è quel raro remake fatto da gente che ama chiaramente il materiale originale più della presentazione marketing, e sotto le asperità c'è uno dei migliori mondi RPG mai costruiti, finalmente giocabile senza una guida da forum per i controlli.
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La Valle delle Miniere in Unreal Engine 5 è opprimente, densa ed esattamente inospitale come nel 2001, nel migliore dei modi.
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Politica delle fazioni con denti veri: tre campi, conseguenze reali e zero rispetto regalato.
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Il combattimento ora è pesante e deliberato invece di un incontro di wrestling con la propria tastiera.
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Si fida del fatto che i giocatori leggano, esplorino e falliscano, il che nel 2026 conta come scelta di design radicale.
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Un'IA degli NPC che dimentica di essere in combattimento, a metà combattimento.
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Prestazioni su console che perdono frame appena succede qualcosa di interessante sullo schermo.
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Alcune comodità moderne mancano non per omaggio ma per svista, e la differenza si sente.
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Dopo diversi rinvii, il giorno del lancio ha comunque richiesto una patch grande quanto un piccolo DLC.
Veterani della Colonia e giocatori di RPG pazienti che vogliono un mondo denso e ostile che si guadagna davvero la sua reputazione.
Chiunque si aspetti rifinitura moderna, mano tenuta, o un compagno IA capace di aggirare una roccia in modo affidabile.
Your website, CV, or whatever you made. I'll roast that too.
A full teardown from €2,99. No mercy.