Come scrivere una didascalia su Instagram (e come no)
La maggior parte delle didascalie è un dizionario dei sinonimi, un tramonto e tre hashtag che si spacciano per una personalità.
La didascalia è l'unica parte del tuo post che un essere umano legge davvero, apposta. La foto ferma lo scroll per mezzo secondo. Nella didascalia ti guadagni il mezzo secondo successivo, oppure rimani a marcire nel feed.
The Full Truth
on la didascalia di un post sponsorizzato di un'influencer
Hai taggato il marchio, taggato il cane, taggato l'illuminazione e dimenticato di taggare un solo motivo per cui a qualcuno dovrebbe importare.
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Il gancio è uno schiarirsi la voce, non un gancio
CriticalIl post apre con 'Okay ragazzi, MUOIO dalla voglia di condividerlo con voi.' Sono 47 caratteri spesi sul fatto che stai per dire qualcosa, invece di dirla. Alla piega del 'altro' il lettore non ha ancora alcun motivo per toccare. Parti dalla cosa vera: il risultato, la sorpresa, lo specifico. Dimmi che il siero ti ha pulito la pelle in nove giorni, non dirmi che sei emozionata di dirmelo.
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La dichiarazione #ad gioca a nascondino
CriticalIl tag '#ad' sta alla riga 18, incastrato tra '#selfcaresunday' e '#notsponsored' (una vera contraddizione che hai davvero scritto). Quella non è una dichiarazione, è una confessione fatta passare sotto il naso del lettore. Metti '#ad' o 'collaborazione a pagamento' nella prima riga, dove si legge. È la legge nella maggior parte dei mercati, e nasconderlo fa leggere tutto il post come se te ne vergognassi. Probabilmente è così. Aggiusta il post, non la posizione.
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Ventotto hashtag che fanno il lavoro di zero
NotableLa didascalia finisce in una valanga di 28 hashtag: '#skincare #glow #beauty #blessed #mood #vibes' e via così nel vuoto. Tag generici così larghi ti infilano in un feed con undici milioni di altri post dove non emergerai mai. Da tre a cinque tag specifici ('#fungalacnesafe', non '#glow') battono trenta larghi. Il resto è solo rumore visivo che dice all'algoritmo che non hai niente di preciso da dire.
Okay ragazzi MUOIO dalla voglia di condividerlo con voi!! Questo prodotto onestamente mi ha cambiato la VITA e sono così così grata, link in bio amori xx #skincare #glow #blessed #ad #vibes #mood #selfcare #notsponsored
#ad. Nove giorni con questo siero e la zona secca sulla mascella, contro cui combatto da due anni, è finalmente sparita. Ecco la parte che il marchio non mi ha pagata per dire: il primo giorno brucia. Resisti. Routine e contro onesti nei commenti. #fungalacnesafe #azelaicacid
Mi godo la mia vita migliore qui, così benedetta e grata per questo percorso, che ne pensate? link in bio
Ho indossato questo correttore durante un volo di 14 ore e un pianto nel bagno dell'aeroporto. È sopravvissuto a entrambi. Qual è il prodotto che ha davvero superato la tua giornata peggiore?
- 1Riscrivi la prima riga in modo che dichiari il risultato o la sorpresa, con '#ad' visibile prima della piega del 'altro'.
- 2Taglia il mucchio di hashtag a tre o cinque tag specifici e cancella tutti quelli generici ('#vibes', '#blessed', '#mood').
- 3Sostituisci 'link in bio amori xx' con una domanda vera che inviti a una risposta vera, tipo 'qual è l'imperfezione su cui hai mollato?'
- 4Aggiungi un contro onesto sul prodotto nel corpo, perché la fiducia che costruisci lì vale più del post per cui ti pagano.
That was a stranger's instagram caption. Drop yours, I will go just as hard.
One coffee, from €2,99. No mercy.
Hai una riga prima della piega del 'altro', circa 125 caratteri, per far toccare qualcuno. La maggior parte spende quella riga a schiarirsi la voce. Sally è qui per farti dire qualcosa prima che parta la musica.
- 01Metti il gancio davanti. Piazza le parole più sorprendenti, specifiche o utili nella prima riga, prima che il taglio del 'altro' se le mangi.
- 02Scrivi a una persona sola, non a un pubblico. 'Tu' batte 'voi', e tutti e due seppelliscono 'tutti'.
- 03Guadagnati la call to action. Fai una domanda vera a cui qualcuno risponderebbe davvero, non un 'che ne pensate?' attaccato alla fine.
- 04Dichiara la sponsorizzazione in bella vista. '#ad' nella prima riga, non sepolto sotto 22 hashtag come un segreto colpevole.
- 05Taglia il post finché ogni frase non pesa. Se una riga si può cancellare senza che nessuno se ne accorga, cancellala.
- Aprire con 'Cosìì emozionata di poter finalmente condividere questo' e non dire niente per altre quattro righe.
- Impilare trenta hashtag così fitti da sembrare una lettera di riscatto ritagliata dai nomi dei marchi concorrenti.
- Nascondere '#ad' alla riga 19 tra '#blessed' e '#livingmybestlife' sperando che nessuno scrolli.
- Citare un biscotto della fortuna ('lei credeva di potercela fare, quindi l'ha fatto') sopra una foto di un caffè freddo.
- Chiudere ogni singola didascalia con 'link in bio' come se fosse un tratto del carattere e non una scocciatura.